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Storia del Vino Montonico di Bisenti - Azienda Agricola Ciccone Bisenti

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IL VINO MONTONICO


Storia e caratteristiche di uno dei più antichi vitigni autoctoni abruzzesi

Il Vino Montonico di Bisenti rappresenta una delle più antiche espressioni della viticoltura abruzzese.
La sua storia affonda le radici nel territorio vestino, tra le province di Teramo e Pescara, alle pendici del Gran Sasso d’Italia e lungo la media Valle del Fino, area storicamente vocata alla coltivazione di questo vitigno autoctono.

Il Montonico è oggi considerato uno dei vini bianchi più identitari dell’Abruzzo, apprezzato per freschezza, eleganza e mineralità, caratteristiche che nel tempo hanno reso questo vitigno unico nel panorama enologico regionale.


Le origini storiche del vitigno Montonico

Una fonte storica risalente agli inizi del Seicento, il Catasto Onciario, testimonia la presenza del vitigno Montonico nel territorio vestino già in quell’epoca. In particolare, il comune di Bisenti risultava tra i principali centri di coltivazione di questa uva, confermando il profondo legame storico tra il Montonico e la Valle del Fino.
Anche il professor Leonardo Seghetti, enologo di fama nazionale e profondo conoscitore del vitigno, ha più volte evidenziato l’importanza storica del Montonico nel panorama vitivinicolo abruzzese.

Già nel 1640 l’agronomo bolognese Vincenzo Tanara descriveva il Montonico come un vitigno di grande pregio, apprezzato sia come uva da tavola che per la produzione di vino:
“Il Montonico ha le stesse qualità di altri grandi vitigni a bacca bianca… non fa vino dolce ma saporito.”
 
Questa testimonianza dimostra come il Montonico fosse già conosciuto e apprezzato anche nel Centro-Nord Italia.


Il Montonico e “Le Petit Champagne”

Tra il 1798 e il 1799, durante l’arrivo delle truppe napoleoniche in Abruzzo, i francesi entrarono in contatto con il Vino Montonico prodotto nell’entroterra teramano.
La freschezza, l’eleganza e i profumi del vino colpirono particolarmente gli ufficiali francesi, che arrivarono a definirlo “le petit champagne”, richiedendone forniture per i vari distaccamenti presenti sul territorio.

Questo episodio rappresenta ancora oggi uno dei racconti più affascinanti legati alla storia del Montonico di Bisenti.


Il Montonico negli studi di ampelografia

Nel corso dell’Ottocento il vitigno Montonico venne ampiamente descritto da Giuseppe Di Rovasenda nel celebre “Saggio di Ampelografia Nazionale” e successivamente nel “Saggio di Ampelografia Universale”, opere fondamentali per lo studio della viticoltura italiana.
Anche il professor Francesco Antonio Sannino, nei suoi trattati di enologia dei primi del Novecento, inserì il Montonico tra i più importanti vitigni coltivati nella provincia di Teramo e nella zona della Val Fino.

Per molti anni il Montonico fu inoltre particolarmente apprezzato come uva da tavola grazie alla sua capacità di conservazione. I grappoli venivano esportati anche in Germania e Svizzera attraverso le storiche spedizioni ferroviarie che partivano dalla stazione di Montepagano / Rosburgo, oggi Roseto degli Abruzzi.
Durante una di queste spedizioni il giovane professor Giovanni Dalmasso, destinato a diventare uno dei più importanti studiosi dell’enologia italiana, ebbe modo di assaggiare l’Uva Montonico presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Milano, apprezzandone qualità e consistenza.

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Il Montonico e il territorio di Bisenti

Il Montonico si è adattato nei secoli ai terreni collinari situati a ridosso del Gran Sasso d’Italia, crescendo anche oltre i 450 metri sul livello del mare.
Le forti escursioni termiche tra giorno e notte, unite alla composizione minerale dei terreni, hanno contribuito a definire le caratteristiche organolettiche che ancora oggi rendono riconoscibile questo vino bianco autoctono abruzzese.

Fino agli anni Sessanta il Montonico era diffuso in gran parte del territorio vestino; successivamente la sua coltivazione si è progressivamente ridotta, rimanendo concentrata soprattutto nell’area di Bisenti e nei comuni limitrofi. Proprio da Bisenti è ripartito negli ultimi anni un importante percorso di recupero e valorizzazione del vitigno.


Caratteristiche dell’Uva Montonico

L’Uva Montonico presenta grappoli grandi e allungati, con acini rotondi dalla buccia spessa di colore giallo verdognolo. La polpa è abbondante e consente di ottenere un mosto dal colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli.

Dal punto di vista aromatico il Montonico si distingue per freschezza, note floreali e una piacevole impronta minerale.
La maturazione avviene generalmente tra la fine di settembre e la metà di ottobre. Una delle caratteristiche storiche più apprezzate di questa uva è la sua capacità di resistere all’appassimento: tradizionalmente i grappoli venivano appesi alle travi delle case per essere consumati durante il periodo natalizio.


Il Montonico oggi

Negli ultimi anni il vitigno Montonico è stato riscoperto e valorizzato grazie al lavoro di produttori, ricercatori ed enologi impegnati nella tutela dei vitigni autoctoni abruzzesi.
Oggi il Montonico di Bisenti viene interpretato sia nella versione ferma che nella produzione di spumanti metodo classico, esprimendo grande freschezza, eleganza e capacità evolutiva.

Il recupero di questo vitigno rappresenta oggi una delle espressioni più autentiche della tradizione vitivinicola abruzzese.


Montonico, cultura e tradizione abruzzese

Tra gli estimatori delle eccellenze gastronomiche di Bisenti viene spesso ricordato anche Gabriele D’Annunzio, amante della cucina tradizionale abruzzese e del buon vino, che nelle sue opere fece diversi riferimenti al territorio bisentino.
Anche il poeta e giornalista Lamberto De Carolis dedicò ampio spazio alle tradizioni popolari ed enogastronomiche di Bisenti nel volume “Bisenti” pubblicato nel 1970.
Grano e Uva Montonico continuano ancora oggi a rappresentare due delle più importanti identità storiche e culturali del territorio.


FAQ – Storia e Vitigno Montonico


Quanto è antico il vitigno Montonico?

Il Montonico è documentato nel territorio abruzzese già a partire dal Seicento, in particolare nella zona vestina tra Teramo e Pescara.

Dove si coltiva il Montonico?

Storicamente il Montonico viene coltivato nella zona di Bisenti e della Valle del Fino, alle pendici del Gran Sasso d’Italia.

Il Montonico è un vitigno autoctono?

Sì, il Montonico è uno dei più antichi vitigni autoctoni dell’Abruzzo.

Perché il Montonico era chiamato “le petit champagne”?

Secondo la tradizione, i francesi durante il periodo napoleonico apprezzarono particolarmente la freschezza e l’eleganza del vino Montonico, soprannominandolo “le petit champagne”.

Che caratteristiche ha il Vino Montonico?

Il Vino Montonico è fresco, floreale, minerale e caratterizzato da una buona acidità naturale.
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Prerogativa fondamentale di Ciccone Vini è la ricerca costante della qualità, dal monitoraggio continuo dei vigneti fino alla trasformazione con minuziosa attenzione secondo i più rigorosi dettami e disciplinari della DOP Abruzzo.
MONTONICO SUPERIORE
La ricerca della qualità nell'intera filiera produttiva consente oggi di proporre un Vino Montonico di elevata qualità e impeccabile fragranza, il Montonico Superiore oggi rappresenta lo stato dell'arte per qualità, con gusto delicato e raffinato.
BISENTI (TE)
Bisenti è un piccolo Comune di circa 2.000 abitanti situato nel territorio vestino a cavallo tra le province di Teramo e Pescara, alle pendici del Gran Sasso d’Italia, tra il mare e la montagna nella media / alta valle del fiume Fino.

Az. Agr. Ciccone di Matteo Ciccone
Località Chioviano Basso, 38 - Maps
64033 Bisenti (TE)
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